Nuovo progetto scientifico: cura infermieristica e assistenza

Nuovo progetto scientifico: cura infermieristica e assistenza

SINERGIA & SVILUPPO ha avviato il progetto scientifico “Area della cura infermieristica e dell’assistenza” affidandone l’ideazione ed il coordinamento alla Dr.ssa Loredana Gamberoni.

Per SINERGIA & SVILUPPO una nuova importante collaborazione per avviare un progetto formativo di alta qualità anche sul versante infermieristico.
Abbiamo intervistato per voi la Dott.ssa Gamberoni

Presentazione – Chi è Loredana GAMBERONI

Loredana Gamberoni  nasce a Ferrara l’ 1.10. 1951, consegue nel 1971 il Diploma di Infermiere professionale,nel 1973 quello di Abilitazione alle funzioni direttive nella  Scuola per Infermieri di Ferrara, nel 1978 si laurea in Sociologia all’Università degli Studi di Urbino e nell’83 si specializza in Educazione sanitaria presso  il Centro sperimentale di Educazione sanitaria dell’ ’Università degli studi di Perugia.

Ha lavorato come infermiera professionale all’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, per passare poi alla locale Scuola per Infermieri di cui diviene direttore didattico nel 1992. Con il passaggio della formazione in Università diventa la Coordinatrice  delle attività formative professionalizzanti del Corso di laurea in Infermieristica fino al 2008; nel 2004 diventa la coordinatrice  delle attività formative del Corso di laurea specialistica/ magistrale in Scienze infermieristiche ed ostetriche dell’Università di Ferrara fino al 2012.

E’ stata  Responsabile dell’Ufficio Formazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara di cui diventa sociologo dirigente fino al 2010, anno di cessazione dell’attività.

Attualmente svolge attività di formatore per aziende sanitarie nell’area dell’innovazione organizzativa, nel tutorato e nell’educazione terapeutica.

Numerose le sue pubblicazioni di cui si ricordano i più recenti testi

  • Gamberoni, C.Galletti, G.Marmo, E.Martellotti – Professione Infermiere 1990-2010 I protagonisti raccontano il cambiamento- Maggioli Rimini 2017
  • Gamberoni-G.Marmo-M.Bozzolan-C.Loss-O.Valentini Apprendimento clinico, riflessività e tutorato- EdiSES, Napoli – 2 ediz 2014
  • Gamberoni-A.Lotti-G.Marmo-G.Rocco-P.Rotondi-L.Sasso-W.Tousjn: L’infermiere laureato specialista/magistrale:il progetto formativo-McGrow Hill,Milano 2008
  • Sasso, L.Gamberoni. A.Ferraresi, L.Tibaldi- L’infermiere di famiglia- Mc Grow Hill 2004 Milano

Loredana Gamberoni è la referente del progetto scientifico di Sinergia & Sviluppo intitolato:

“AREA DELLA CURA INFERMIERISTICA E DELL’ASSISTENZA.

La nostra intervista

Dr.ssa Gamberoni, la formazione in ambito infermieristico copre una vasta area di argomenti. Da quali presupposti è partita nella formulazione di questi primi appuntamenti del 2017?

Le prime proposte formative s riguardano l’ambito socio sanitario e psichiatrico ed entrambe  sono inserite nell’area delle  cosiddette“ human caring “ area che  richiede ai professionisti infermieri ma non solo una presa in carico trans personale e cioè le azioni messe in campo sono  determinate da  scelte fatte insieme da colui che assiste e da colui che viene assistito, anche da un punto di vista “umano” ovvero si considera anche il  momento di contatto e di relazione tra l’essere umano infermiere e l’essere umano paziente. (J.Watson)[1].

Le proposte formative prendono  spunto dalle cinque domande che Jean Watson, teorica dell’Infermieristica americana di cui si riporta in appendice la sua visione di pratica infermieristica, pone agli infermieri  circa i valori e le dinamiche umane che portano a prestare assistenza:

Che cosa c’è alla base della mia disponibilità a prendermi cura degli altri?

Che cosa mi spinge verso l’assistenza?

Perché non riesco a rispondere?

Quando è difficile prendersi cura di qualcuno?

Come farò a sostenere e ad alimentare la mia consapevolezza di prendermi cura degli altri?

E’ questo il pensiero che sostiene queste proposte formative in un’epoca in cui la tecnica e la tecnologia sembrano a volte sovrastare anche il mondo dell’assistenza, sottolineare il valore del caring ,soprattutto in ambito socio sanitario e nei confronti della persona con patologie croniche ,tra le quali un posto particolare occupano le malattie psichiatriche, vuole dire  riportare al centro della formazione la persona ( assistito/ospite) e la persona infermiere portatore di valori personali e professionali che incidono sul suo modo di essere infermiere.

Le cinque domande saranno il filo rosso che condurrà i contenuti formativi verso obiettivi non solo di conoscenza, ma anche e soprattutto di applicabilità nel contesto di lavoro perché il quesito che verrà sempre posto è: io professionista posso migliorare il mio lavoro ed il mio contesto professionale?

E’ una sfida specialmente  in un momento di crisi come quello attuale  in cui la formazione sembra essere più un vincolo (obbligo ECM)che un’opportunità per rendere visibile il valore sociale della professione(cioè quale contributo fornisce la mia professione alla salute della collettività).

Può presentarci il suo gruppo di collaboratori con cui condividerà la docenza degli eventi?

I Colleghi ai quali  ho chiesto di collaborare in questo progetto  hanno due  caratteristiche che li accomunano e precisamente,una solida formazione universitaria, laurea magistrale e master, ed una altrettanto consolidata formazione sul campo nel settore specifico,  uniscono  cioè conoscenza e competenza agita che sono,secondo me, “i titoli “che devono possedere i docenti esperti dell’area della formazione permanente, in quanto il partecipante ai corsi deve trovare un esperto in grado di portare non solo le ultime evidenze scientifiche in materia,ma anche l’esperienza dell’applicazione di quelle evidenze nella pratica clinica quotidiana per rispondere al quesito chiave: si può fare? Si può applicare?,in una parola “sanno contestualizzare”.

Inoltre provenendo da realtà organizzative di differenti regioni  possono  mettere in campo modalità diverse legate non tanto a contesti epidemiologici, demografici,quanto a quelli   normativi regionali  per rispondere alla stessa domanda: quale migliore assistenza infermieristica posso erogare per la persona con problemi di salute,spesso di natura cronica?.

E’ una sfida specialmente  in un momento di crisi come quello attuale  in cui la formazione sembra essere più un vincolo (obbligo ECM)che un’opportunità per rendere visibile il valore sociale della professione(cioè quale contributo fornisce la mia professione alla salute della collettività).

I corsi proposti non sono rivolti ai soli infermieri, ma vedono coinvolte altre professioni sanitarie e socio-sanitarie. Quali le motivazioni e le scelte adottate?

Nell’area sanitaria ed ancora di più in quella socio sanitaria la presenza dell’operatore socio sanitario è indispensabile proprio per quell’area del caring di cui sono competenti e cioè i bisogni socio assistenziali,così le altre professioni coinvolte con le loro specificità nell’area educazione(educatori professionali), riabilitativa(fisioterapisti e tecnici della riabilitazione psichiatrica), solo per citarne alcuni,  in quanto ormai tutti siamo  consapevoli che nel prendersi cura della persona con malattia cronica nessun operatore da solo ha la competenza per  rispondere ai plurali bisogni che questa persona esprime ed ecco la pluralità di attori coinvolti e nel contempo la difficoltà di definire la specificità di ciascuna professione nell’integrazione professionale richiesta, anche questo è uno degli obiettivi sfidanti dei corsi.

[1] Joan Watson,teorica infermieristica  americana sostiene  che lo human caring è il fulcro della pratica infermieristica. Non si tratta solamente di conoscenze di natura scientifica riguardanti la sfera cognitiva, ma anche di natura esperienziale-fenomenologica che attiene e coinvolge la sfera della soggettività dell’infermiere e del paziente. Questo comporta che il professionista, e contemporaneamente uomo, deve possedere competenze e abilità tecniche, relazionali, cliniche e capacità organizzative, di analisi etica ma anche empatia, sensibilità, capacità di ascolto e di interazione (Watson J, Assistenza Infermieristica:filosofia e scienza del caring. Ed.Abrosiana,Milano,2013).(n.d.r)